



Agostino Arioli, fondatore di Birrifficio Italiano, 7 anni fa decise di riscoprire un genere un pò bistrattato un pò per colpa dei grandi produttori industriali, la Pils. Con la sua Tipopils ha tracciato una nuova strada poi seguita con alterne fortune da molti altri birrifici artigianali italiani creando la riscoperta di stili tradizionali che stavano per essere affossati da birre super-luppolate, super alcooliche, super in tutto.
Quest’anno l’appuntamento importante si svolgeva domenica 12 alle ore 11.00 presso il nuovo capannone del Birrificio Italiano dove un degustatore professionista come Derek Walsh affianca il giovane birraio MarKus Becke e il tedesco/americano Eric Toft nella spiegazione storica e nella degustazione di qualche birra Pils straniera e italiana. Da notare anche la presenza di Giovanni Campari (birraio di “del Ducato) fra il pubblico.
La spiegazione si articola nella parte storica ed in quella geografica dove viene spiegata l’interessante differenza fra pils del sud delle germania e quelle del nord (più chiare e secche).
Poi si passa alla degustazione: la prima è di Braulinger Lowenbrau. Uno S P E T T A C O L O. La pils perfetta, un dolcezza inziale, quel profumo erbaceo che ricorda il fieno nei campi, una secchezza finale che asciuga il palato e invita ancora a bere, insomma una pils incredibile ed eccezionale. Si passa poi alla Grunhopfer fatta dal mastro birraio Toft che ci spiega come per questa birra usi il luppolo verde portandolo subito dalla zona di raccolto al birrificio in cui è in corso la cotta, questo dona molto più profumo alla birra che al naso da il meglio di se. In bocca è molto più rotonda di quella precedente ma mantiene un profilo di altissimo livello.
Si passa poi alle birre nostrane. La delia del Birrificio Italiano, la Grigna del Birrificio Italiano e la Czech Norris di Brewfist. Le prime due buone birra con Delia un più in evidenza con profumi più fioriti e invoglianti mentra la Grigna purtoppo con una nota di zolfo non si esprime al meglio. La Czech Norris, merita una bocciatura, molto confusa al naso, in bocca ha un corpo troppo calcato mentre si salva un pò sull’amaro finale; insomma per un birrificio emergente e ottimo come Brewfist, un prodotto deludente.
Al festival vero e proprio le conferma si chiamano ViaEmilia e Tipopils, mentre la delusione del festival arriva dall’incomprensibile Polestar degli americani Left Hand.
Impossibile assaggiare tutte e 20 le birre alla spina, ma la presenza di tanta gente e l’ottima qualità media delle birre aumentano la sensazione che il genere Pils se fatto con i dovuti crismi è un caposaldo della birra artigianale.
DULCIS SUCCUBUS
Birrificio: Trou du diable (Quebac, Canada)
Tipologia: Saison-Wild ale
Alc. 8.5 %
La Trou du diable si è appena ampliata, spinta dalla crescente domanda e dalla crescente voglia di farsi sentiere. La Dulcis Succubus è una saison invecchiata per 6 mesi in botti di chardonne Californiano. Birra che nel 2011 ha vinto come migliore wood and barrel aged sour beer. La Dulcis rappresenta il crescente desiderio per le birre acide. Amanti dello sweet and sour, i canadesi non hanno perso tempo e hanno abbracciato immediatamente le sour beer belghe, le quali stanno invadendo la scena Nord America. Non per caso la Panil è una delle birre più richieste e risulta abbastanza facile trovare la Rodenbach alla spina.
Aspetto: Limpida, di un color ambrato leggero, media carbonatazione, schiuma prorompente che svanice davvero velocemente. Inpeccabile aspetto visivo.
Aroma. Complessa al naso, ricca di innumerevoli nuances. La botte done una immediata dolcezza lignea accompagnata da fieno umido, note erbacee, lieve barnyard, brillanti note di mela verde, albicocca, miele, uva e buccia d’agrume.
Gusto: Il palato è incredibilmente fruttato con una forte carica di lieviti classica di alcuni vini bianchi. L’ingresso è ricco di uva bianca con una certa succulenza di lime e ananas. La birra acquisisce una forte caratteristica vinosa che per alcuni momenti ricorda un Chardonnay con una lussureggiante polpa aspra (davvero difficile da descrivere). La birra si pulisce ed si asciuga velocemente con una leggera nota speziata mantenendo una crescente luminosità ricca di polpa e succhi maturi donati anche dall’americana luppolatura. Birra che migliora sorso dopo sorso e che da il meglio di se a fine bevuta. Complessa, pulita, ammirevole è la nota finale lievemente grigia ma brillante che ricorda uno un eccezionale Champagne… Il finale è lungo e davvero appagante.
Abbinamento: Formaggio: ho provato ad abbinare 2 formaggi di capra Dairy Monforte. Il primo cremosissimo, Paradiso, burroso con note classiche di nocciola, lana umida, con una lucente cremosità. Non funziona. Troppo poco in contrasto con la birra. Il secondo formaggio è anch”esso un formaggio di pecora, maggiormente maturo, maturato in rosmarino, pepe e fiori di campo. Quest’ultimo è più intenso con una netta nota di sottobsco, nocciola, muffa, tagliata dall’aromaticità delle spezie. Formaggio eccezionale. In abbinamento alla birra le muffe vengono accentuate fin troppo e la sensazione al palato, contrasto tra medio corpo e watering non ha grande successo.
Abbinamento vincente è assolutamente dettato da pane madre, lievemente acido con accenti di erba cipollina e rasberry jam. Abbinamento fin troppo ovvio ma vincente. I lamponi riescono a contrastare l’acidità della birra ed addolcire la nota finale. Assolutamente inperdibile è l’abbinamento secondo formaggio con jam e pane acido…. incredibile! I vari sapori si amalgamano magistralmente e la corposità del formaggio bilancia la Succubus.
Mounthfeel: Come da stile è vibrante, media e ricca frizzantezza, corpo leggero con una perfetta astringenza nel finale.
Questo tipologia di birra spingono il bevitore a interessantissimi abbinamenti. Davvero pulita con una classicissima nota vinosa quasi imparagonabile. Eccellente per aperitivi “studiati”. Birra che in abbinamento può essere incredibilmente appagante o catastrofica. Eccellente esempio di Wild ale.
Voto: 94/100
Rating: 









BRING OUT YOUR DEAD
Birrificio: Bellwwods (Toronto, Canada)
Tipologia: Aged Imperial Stout
Alc. 10.0 %
E’ gia passato un anno da quanto Bellwoods ha aperto le spine. In questo anno Bellwoods è progressivamente migliorato, si è affinato e sta spingendo i Torontoniani verso un nuovo modo di bere e mangiare, assecondando birre eccezionali con cucina semplice che utilizza prodotti locali ed organici. Un anno pieno di esperimenti riusciti e non….partendo dalla ormai classica Witchshark (Double IPA), passando dalla prima Saison prodotta in canada (da urlo la versione blend invecchiata in Sidro e Pinot Noire), approdando alla Grizzly Beer ( la preferita dal sottoscritto, American Brown ale), finendo con le Imperial Stout..ultime nate in casa Bellwoods ma che hanno immediatamente portato calore nella comunità di Ossington. La Bring Out Your Dead è una Imperial Stout invecchiata per tre mesi in botti di Cognac e realizzata per il primo anniversario del birrificio. La birra verrà seguita da altre limit edition tra qui l’interessantissma Motley Cru, un blend “sour” tra una Triple invecchiata per un anno in botti di vino rosso e una Quad invecchiata per tre mesi inn botti di Porto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Aspetto: Aspetto davvero impeccabile, inpenetrabile, viscosa. Cappello a bolle finissime, cremoso, di un color sabbia e caramello.
Aroma. Forti sentori de melassa, caramello, con una brillante nota lignea, polvere di caffe, anice e leggere note di malto affumicato. Anche se sono passati tre mesi all’interno della botte, il Cognac si percepisce al naso solamente in una seconda fase con la caratteristica nota dolce, floreale di violetta, davvero pulita. Dopo un minuto la birra è davvero rotonda, liquorosa, gli aromi si amalgamano divinamente arricchendosi di mirtilli e mora, sentori mediamenti accesi dati dall’invecchiamento in botti di Cognac.
Gusto: What a beauty. Birra davvero elegante che si straconferma anche al palato. Inaspettatamente accesa, e davvero difficile da descriverne le molteplici sensazioni gustative che riesce a regalare. La partenza è dolce con una forte conponente di melassa e pane tostato. Il corpo si scalda immadiatamente, cioccolato, frutta di bosco. Eccezionale bouquet floreale classico dei vini liquorosi che si evolve in una calda sensazione di cioccolato amaro, ed umami classico di una old ale. Quasi impercettibile è il rosted malt che davvero si fa presente solo nel finale con una lievissima nota bruciata sorretta dall’alcolicità.
Mounthfeel: Birra davvero corposa, ricca di oleosità con una perfetta e minima astringeza al palato classica dei vini liquorosi.
Ormai non mi sorprendo per nulla dall’ottima qualità dei birrifici in Ontario, tra qui questa Bring Out Your Dead risulta essere uno dei recenti culmini birrai made in Canada. Birra di eccezionale bilanciatezza, da sorseggiare ma mai stancante. Ricca al palato, mai stucchevole, evolve sorso dopo sorso e varia al variare delle propire sensazioni. Birra davvero incredibile. La nota alcoolica è parte gustativa, presente, ricca ed aiuta a sorreggerne la bevuta.
Voto: 94/100
Rating: 









LITTLE LOVER
Birrificio: Revelation Cat
Tipologia: Sweet Stout
Alc. 4,5 %
Quando si beve una Revelation Cat si coglie a pieno lo spirito professionale ma allo stesso tempo compagnone di Alex Liberati. Birre che rispecchiano la cultura Pop del bere birra esemplificata in maniera perfetta dalla nuova linea produttiva. Session, Hop and Imperial, quasi a regalare un semplicistico oroscopo da santo bevitore. La Little Lover è la prima session, sweet stout da 4,5%, prodotto che sorprende per la gamma di sapori ed evoluzione gustativa, senza dimenticarsi dell’eccezionale aspetto visivo. Birra che mantiene la sua etichetta,mai stancante,bilanciata, e perfettamente nello stile. birra che davvero può essere bevuta da colazione fino a notte inoltrata.
Aspetto: Color cioccolato fondente, impressionante il cappello di schiuma, cremoso di un color zabaione. La schiuma è imperturbabile e ci accompagnerà fino all’ultimo goccio. A
Aroma. Appena si puccia il naso l’aroma di cioccolato al latte e caffè si arricchisce di una nota di crema acida, bilanciatissima ed irresistibile. Il naso è davvero sontuoso, ricco, quasi pungente. Il naso mi ricorda molto il Poket Caffe con un lieve accento di vaniglia e noce.
Gusto: L’ingresso è ammiccante con note di crema, vaniglia e cioccolato al latte. La Little Lover si spinge verso un caffè dolce e nocciole per poi ampliarsi incredibilmente regalando una bilanciata nota di espresso e gianduiotto con note tostate. Il finale è morbido e si insinua facilmente nel palato assopendosi con caramello, croccante e lieve tostatura. Per tutta la bevuta si ha una perenne nota lattica, dolce, rendendola una ottima Sweet Stout.
Mounthfeel: Birra davvero semplice al palato, poco corpo ma tanto sapore. Il finale è perfettamente asciutto.
Probbailmente una delle migliori Sweet stout mai bevute e davvero orgoglioso che sia frutto di Alex Liberati. Birra che fa parte della linea Session, e che rispetta le aspettative regalando una birra di facile beva ma ricca di sapori e mai stancante.
Voto: 94/100
Rating: 












